La ricerca Social Media Risk Index di Panda Security evidenzia quello che per molti esperti non è una novità. Negli Usa un terzo delle società che hanno risposto a un sondaggio in materia di sicurezza rivela di essere stata colpita da almeno un malware infilatosi nelle maglie dei social network.
Secondo alcune policy aziendali, infatti, è possibile navigare liberamente sul posto di lavoro. Ciò contribuisce, però, non solo a un notevole calo di produttività delle risorse umane, ma espone le aziende ad attacchi informatici, virus e perdite di dati personali e sensibili.
Delle aziende interessate dal sondaggio (con un numero di dipendenti da 15 a 1000), ben il 35% ha subito una perdita economica, che si aggira attorno ai 5000 dollari.
Secondo Panda Security, le insidie informatiche maggiori sono state diffuse da Facebook nel 71,6%, da YouTube nel 41,2% e da Twitter nel 32,4%.
Per evitare il ripetersi di tali incidenti, le aziende hanno ristretto notevolmente le policy interne, limitando la navigazione, in particolare bloccando l’accesso a siti di social network.
0 commenti:
Posta un commento